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Pignoramento stipendio con cessione del quinto: si può?

Pignoramento stipendio con cessione del quinto: si può?Chi ha in corso un prestito con cessione del quinto, o ha intenzione di richiederne uno, si trova a volte di fronte ad alcuni interrogativi:

• un creditore può pignorare uno stipendio su cui è accesa una cessione del quinto?

• si può chiedere la cessione del quinto se è in corso un pignoramento?

In realtà è un discorso più ampio che riguarda in generale l’indebitamento e la pianificazione delle proprie entrate ed uscite, ma vale la pena affrontarlo nel caso specifico della cessione del quinto, visto che si tratta di una tipologia di finanziamento molto diffusa.

Partiamo con una breve sintesi riguardante la struttura dei prestiti con cessione del quinto: si tratta di una particolare tipologia di finanziamento che prevede la possibilità di cedere un quinto dello stipendio per saldare un debito contratto, ad esempio, con una finanziaria o con una banca, oppure per finanziare un’attività o un progetto. In questo modo, i lavoratori hanno la facoltà di chiedere al proprio datore di lavoro che un quinto della loro retribuzione venga pagata al creditore. 

I vantaggi della cessione del quinto

La cessione del quinto, come abbiamo ribadito più volte ha alcuni indiscutibili plus. A determinare l’esito della concessione non intervengono precedenti problemi di credito perché, in virtù della forma tecnica della cessione, il rischio della banca o della finanziaria è ridotto al minimo, essendoci a garanzia la trattenuta dell'importo dalla busta paga del proprio dipendente.

Un secondo vantaggio deriva dal fatto che l’importo massimo del finanziamento è connesso sia al livello di retribuzione che all’anzianità lavorativa del richiedente: pertanto è possibile finanziare anche importi considerevoli.

Cosa succede in caso di pignoramento presso terzi

Ipotizziamo il caso di un lavoratore a cui viene pignorata la retribuzione mentre è in corso la cessione del quinto per saldare un debito. La cifra pignorabile ammonterà al 50% dello stipendio, al netto della quota ceduta, secondo quanto previsto dall’Art. 68, co. 2, DPR n. 150/1980. In ogni caso il pignoramento presso terzi sulla retribuzione viene notificato sia al datore di lavoro sia al dipendente. L’azienda, nel ruolo di custode dello stipendio, deve rispettare gli obblighi di legge esplicitati all’Art. 546 del Codice di Procedura Civile. 

Va ribadito che il pignoramento dello stipendio non è possibile per importi inferiori al triplo dell’assegno sociale* e che il datore di lavoro ha l’obbligo di comunicare all’autorità giudiziaria gli importi di cui è debitore nei confronti del lavoratore, come ad esempio la retribuzione o il Tfr.

Richiedere la cessione del quinto con pignoramento in atto

E se invece il lavoratore avesse un pignoramento dello stipendio in corso, ma volesse ugualmente richiedere un quinto della retribuzione per pagare un nuovo debito? Premesso che può non essere una soluzione ottimale per il livello di indebitamento raggiunto, è possibile farne richiesta, sapendo che in questo caso la cessione del quinto deve essere limitata alla differenza tra i due quinti dello stipendio netto e la quota pignorata.

 * per l'anno 2018 la misura della pensione sociale consiste in un Assegno sociale di importo pari a 448,07 euro per 13 mesi

pubblicato il 12/03/2018

A cura di: Alessia De Falco

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